Proposta choc del Ministero dell’Ambiente: uccidere cani e lupi. ENPA: illegale e inaccettabile, pronti a mobilitazione di massa. Governo risponda.

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Una vera e propria mobilitazione di massa in difesa degli animali, dell’ambiente, della biodiversità. La preannuncia l’Ente Nazionale Protezione Animali, alla vigilia dell’incontro tra il Ministero dell’Ambiente e le Regioni durante il quale sarà discusso il progetto, arbitrario, illegale ed eticamente inaccettabile, di autorizzare vere proprie campagne di sterminio contro i cani vaganti, gli ibridi cani-lupo e i lupi. A prevedere tale possibilità è un documento “tecnico” frutto di un lavoro comune tra il Ministero dell’Ambiente e l’UZI (Unione Zoologica Italiana), che, presentato alcuni mesi fa, è stato recentemente oggetto di revisioni in senso ulteriormente peggiorativo per gli animali.

«Ci risulta difficile pensare che il testo in oggetto sia il frutto di una semplice “svista”. I suoi estensori, infatti, o ignorano le normative italiane ed europee oppure vogliono ignorarle, visto che la normativa italiana esclude in modo tassativo la possibilità di abbattere animali d’affezione e quella europea prevede uno speciale regime di protezione per il lupo; regime presente nel nostro ordinamento interno. A nostro avviso, la “licenza di uccidere” sembra l’ennesimo regalo agli allevatori negligenti e ai cacciatori».

Ma ancora più sorprendente è il fatto che ad avallare tale progetto sia proprio il Ministro dell’Ambiente, il quale dovrebbe assolvere il proprio compito istituzionale di custode della natura e della biodiversità, invece di prefigurare massacri di animali. «Chiediamo al Ministro di tornare sui suoi passi e a Governo e Parlamento di esercitare le dovute pressioni contro un progetto che, se dovesse avere seguito, scatenerebbe fortissime tensioni sociali. Infatti, come noto, la stragrande maggioranza degli italiani e con essi il corpo elettorale, sono attenti e sensibili alla tutela degli animali, selvatici e d’affezione. Autorizzare massacri – conclude l’Enpa – rischia di essere una strategia politica suicida».

Per questo la Protezione Animali ha promosso, attraverso la propria pagina Facebook un mail bombing istituzionale al quale in meno di due ore hanno già aderito in vario modo più di 100mila persone.

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